Cos’è l’intolleranza al lattosio

L’intolleranza al lattosio è un disturbo di cui molte persone soffrono, spesso senza saperlo, che provoca sintomi poco piacevoli che sono causati dall’incapacità di digerire lo zucchero del latte (il lattosio appunto).

Questa incapacità deriva dall’assenza nell’intestino dell’enzima lattasi, in grado di separare il lattosio in glucosio e galattosio, quindi di renderlo digeribile. Il lattosio resta nell’intestino e provoca una serie di disturbi, come vi dicevo, poco simpatici. Quali pancia gonfia (vi assicuro che a volte si gonfia talmente tanto che sembro in dolce attesa), tensione addominale, crampi, fino ad arrivare a episodi di vere e proprie coliche addominali.

Il modo più veloce per scoprire se si è intolleranti al lattosio è sottoporsi al Breath Test (il test del respiro) o meglio questo è l’iter che ho seguito io. Generalmente il test dura 3 ore e consiste nel bere un bel bicchierone d’acqua contenente una elevata quantità di lattosio, dopo un’ora si misura la concentrazione di idrogeno presente nell’aria espirata. La fermentazione dello zucchero nel colon produce, infatti, idrogeno che si elimina con la respirazione. Se l’idrogeno misurato è poco, non siete intolleranti. Se invece i livelli sono alti probabilmente lo siete e il lattosio resta a fermentare nel colon. Questa operazione va ripetuta per tre volte. Ma si ha subito il risultato.

Ricordo ancora quando ho fatto il mio primo Breath Test, parecchi anni fa, più di dieci, e sono tornata a casa con il mio risultato, tristemente consapevole che avrei dovuto rinunciare ai miei amati formaggi. Ma in cuor mio purtroppo lo avevo sempre sospettato, fin da liceo, quando stavo male ogni volta che bevevo un bicchiere di latte.

Dieci anni fa era però più difficile, tanto per cominciare questo esame lo facevano solo in due ospedali a Milano (io l’ho fatto al Policlinico) e poi non si trovavano tanto facilmente sostitutivi del latte, sia al supermercato sia nei ristoranti o nei bar. Vita dura per gli intolleranti al lattosio!

Quell’anno sono andata in Australia e, oltre ad avere realizzato il mio sogno più grande, ero anche felicissima di poter bere tutti i cappuccini che volevo nei bar, perché lì già usavano il latte di soia. Credo di essermi innamorata di quella terra anche per questo motivo. Un giorno vi racconterò cosa è stata per me l’Australia!

Da questa scoperta nasce l’idea, dopo tanto pensare, di questo blog. Se volete condividere con me la vostra esperienza scrivetemi!