Viaggi

Barcellona: un week end con le amiche e non solo

Mini guida per visitare Barcellona in un week end

Lo scorso week end sono andata a Barcellona per un’occasione speciale: l’addio al nubilato della mia migliore amica! Come per ogni addio al nubilato che si rispetti non posso raccontarvi nulla di quello che è successo, ma posso dirvi che è stato uno di quei viaggi che ti resta dentro per sempre, sia per la compagnia sia per l’atmosfera che si è creata.

Sono stata a Barcellona due volte, a distanza di poco tempo, la prima a dicembre 2016 e la seconda il weekend scorso appunto. Sono state due esperienze completamente diverse, non solo perché a dicembre ero con il fidanzato e adesso con le amiche, ma soprattutto per la stagione. D’estate Barcellona è famosa  per la movida serale e notturna sulla Rambla, lungo le spiagge di Barceloneta e in ogni piazza. A tutte le ore c’è gente che passeggia, mangia, beve, cerca un taxi (che avventura cercare di tornare in città dal Porto Olimpico alle 5 del mattino!), si riposa o fa jogging. D’inverno sembra un po’ più tranquilla e più visitabile, forse anche grazie al clima più mite. Ho potuto girare un intero pomeriggio senza giacca, un sogno!

Troverete quindi una mini guida per visitare Barcellona in un week end, che è un po’ un riassunto di entrambe le esperienze e che strizza l’occhio alla movida ma anche all’arte. Con le ragazze, avendo poco tempo, abbiamo preso il Bus Turistic che vi permette di girare tutta la città e di scendere solo nei luoghi che vi interessano davvero. Ci sono tre linee: rossa, blu e verde. A mio avviso la linea blu è quella più interessante e completa, ma la rossa vi porta alla collina di Montjuic e poi al mare.

Il quartiere che più ho amato è sicuramente il Barri Gòtic, che è il centro della città vecchia con le sue viuzze strette che formano un labirinto dal quale le macchine sono quasi del tutto escluse. Qui troverete la Cattedrale dove vi consiglio di entrare e di cercare, nel chiostro adiacente, le 13 oche che fanno la guardia alle spoglie di Santa Eulalia, la patrona della città. Ma soprattutto perdetevi tra le stradire del Barrio che nasconde gelosamente palazzi, scorci e piazze meravigliose.

Dopo avere lasciato il Barrio dovete assolutamente andare a visitare Casa Batlló, la casa interamente realizzata da Antoni Gaudì, in un susseguirsi di curve, onde e spirali a testimonianza del rifiuto di Gaudì per le linee rette. Divertitevi a seguirne le curve e a farvi rapire dalle sfumature dei diversi colori che incontrerete nei vari piani. La casa è stata progettata per ricevere la luce naturale in tutte le sue parti, e il gioco di colori degli azulejos vi colpirà per l’intensità e l’energia. Mi sembrava di essere in una realtà parallela, lontana dal grigio delle strade e distante dal solito modo di percepire il mondo. Salite fino in cima e sul tetto, con vista su Passeig de Gràcia, e capirete perché è soprannominata Casa del Drago! Vi consiglio di prenotare il biglietto d’entrata online, potete scegliere l’orario che vi è più comodo e salterete tutta la fila, risparmiando un bel po’ di tempo.

 

Anche se un po’ decentrato rispetto al resto, Park Güell merita la visita, anche solo per immergervi nell’atmosfera delle favole che questo luogo ci regala. Dopo aver camminato per una breve, ma ripida salita, due casette, che assomigliano a quella di marzapane della strega di Hansel e Gretel, vi accolgono all’ingresso del parco. Parco che nasconde dietro a ogni angolo un’opera d’arte nel perfetto stile di Gaudì. La vista dalla terrazza che si affaccia su Barcellona vi lascerà senza fiato. Anche per visitare il parco potete prenotare online, anzi ve lo consiglio per evitare le code.

Ho tenuto la Sagrada Familia per ultima perché questa Chiesa mi ha rapito il cuore. Ne avevo tanto sentito parlare, ma vederla da vicino e all’interno lascia senza parole! Ho sempre considerato Notre Dame (a Parigi) la mia cattedrale preferita, sì più del mio amatissimo Duomo di Milano, ma dopo avere visto la Sagrada Familia devo dire che la mia convinzione vacilla. All’interno sembra di percorrere un bosco incantato, con le colonne decorate e illuminate di giallo, verde, rosso o blu a seconda di quale vetrata viene colpita dalla luce del sole. Sinceramente non mi sono sentita solo dentro a una chiesa, anzi questo aspetto passa un po’ in secondo piano, ma completamente circondata dall’arte e dalla luce.

Veniamo ora al lato gastronomico del week end.

La cucina spagnola è ricca di sapori forti, intensi e decisi. Chi di voi non ha mai assaggiato la paella alzi la mano! Nessuno? Ormai ha varcato i confini iberici e la troviamo anche nei nostri ristoranti. Il nome paella deriva dall’ampia padella in cui vengono cotti il riso e il condimento. È forse il piatto più conosciuto e tipico, soprattutto quella di marisco, cioè di pesce, un primo piatto dove le cozze, i calamari, le seppie e gli scampi sono certamente la parte fondamentale. Non è propriamente tipica di Barcellona, perché quella originale è di Valencia, ma la potete trovare ovunque nella città catalana.

Ovviamente non potevano mancare escursioni senza latte, quindi la mattina di sabato siamo andate all’Espai De GatsCat Café, nel quartiere Vila de Gracia, per fare colazione insieme a dei gatti dolcissimi, gustando dei muffin vegani di diversi tipi. Io ho assaggiato quello alla mela e cannella, buono e morbido, accompagnato da un cappuccino di soia, devo dire non uno dei migliori che ho assaggiato.

Per fare colazione con i mici è stato necessario prenotare tramite email, perché il locale non è molto grande e non si può creare troppa confusione che potrebbe disturbare i gatti. Appena entrate le due ragazze al bancone ci hanno spiegato le regole: non dare fastidio ai mici, non prenderli in braccio, non dar loro da mangiare il nostro cibo e non disturbarli se stanno mangiando. Si paga in base al tempo che si decide di rimanere e nella colazione è compresa una bevanda e un pezzo dolce o salato. I gatti girano intorno ai tavoli e se hanno voglia interagiscono, altrimenti se ne stanno per i fatti loro, sono tutti vaccinati e puliti. È stata una bella esperienza vederli passeggiare intorno a noi e arrivare trotterellando sotto alle nostre sedie.

Passeggiando per la Rambla non potete non entrare, anche solo dieci minuti, al Mercato de la Boqueria, dove potete assaggiare per pochi euro tapas, calamari fritti, polpo, macedonia di frutta fresca e quant’altro. Oppure non prendete niente e girate per il mercato coperto curiosando tra i banchi colorati dei venditori.

La Rambla arriva fino al monumento a Cristoforo Colombo che segna anche l’arrivo al mare. Spingetevi fino alle spiagge di Barceloneta per stendervi al sole, per fare yoga in spiaggia, per prendere un aperitivo gustando un mojito al calare del sole o per fare una partita a beach volley.

Per la cena siamo andate in cerca di un posto che non facesse solo tapas, perché sono buone e gustose, ma dopo un po’ stancano. Abbiamo quindi trovato l’Allium, un ristorante davvero carino e accogliente nel Barri Gòtic. Un locale molto curato, minimal e moderno. Il cameriere che ci ha servito era molto gentile e parlava anche un po’ di italiano. Abbiamo ordinato come antipasto il pane con il pomodoro, molto morbido e buono, mi ha fatto tornare in mente il pane strusciato che mi preparava mia nonna nelle mie lunghe estati pisane. Come piatto principale abbiamo preso il pulpo a la gallega, una meraviglia! Il polipo si scioglieva in bocca. Il tutto accompagnato da un vino bianco consigliato dal cameriere, buono anche quello, purtroppo non ricordo il nome.

Naturalmente ho dovuto lasciare fuori diversi luoghi interessanti, ma a Barcellona si può sempre tornare, Ryanair ci viene certamente in aiuto!

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Adoro scoprire nuovi luoghi e sapori, amo viaggiare, sperimentare e fotografare. Questo è il mio blog di cibi senza latte, viaggi e posti dove mangiare nella mia Milano.

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